Al centro il ruolo delle cooperative per la governance e il welfare della città.
Venezia, 7 maggio 2026 – Si è svolto oggi un incontro tra l’onorevole Andrea Martella, candidato sindaco per il centro-sinistra alla Città Metropolitana di Venezia e il comitato territoriale veneziano di Legacoop Veneto. Il confronto, introdotto da Marco Caputo (Presidente territoriale Legacoop Venezia) e Devis Rizzo (Presidente regionale Legacoop Veneto), ha toccato i temi caldi della gestione cittadina, evidenziando il ruolo delle cooperative come “spina dorsale” del territorio veneziano.
La cooperazione come pilastro del territorio
Dall’incontro è emerso come il modello cooperativo sia profondamente radicato in ogni comparto della vita cittadina: dal welfare alla cultura, dai trasporti alla logistica, fino alle infrastrutture, al commercio e alla cura del verde. È stato sottolineato come le cooperative rappresentino imprese ad alta intensità di lavoro che non delocalizzano, mantenendo il valore economico e sociale all’interno della comunità locale.
Governance, sicurezza e lavoro
I rappresentanti di Legacoop hanno posto l’accento sulla necessità di una governance basata sulla co-programmazione e sulla partecipazione attiva. Tra le proposte emerse:
- sicurezza e coesione sociale ovvero l’adozione di una “sussidiarietà circolare” per prevenire il disagio urbano e sociale, proponendo Mestre come possibile “laboratorio sociale”;
- tutela del lavoro ovvero la richiesta di valorizzare le clausole sociali negli appalti pubblici, superando la logica del massimo ribasso per garantire condizioni contrattuali dignitose e stabili, specialmente nei settori a forte presenza di laureati come quello culturale;
- gestione della città ovvero la necessità di una leadership capace di fare sistema tra le diverse istituzioni (Comune, Autorità, Governo) su temi strategici come la gestione del Mose, la portualità e il rifinanziamento della Legge Speciale.
Settori specifici: cultura, pesca e sociale
Durante la sessione, sono intervenuti esponenti di diverse realtà:
- nel settore cultura è stata chiesta una programmazione che favorisca la destagionalizzazione dei flussi e del lavoro, oltre a un maggiore sostegno alle realtà periferiche e ai percorsi alternativi per contrastare l’overtourism;
- per il comparto della pesca evidenziata invece la crisi strutturale del settore e l’urgenza di un piano urbanistico per le infrastrutture dedicate, insieme alla necessità di una gestione condivisa del nuovo mercato ittico;
- per il Sociale e Intermediazione Culturale infine messo in risalto il ruolo cruciale delle cooperative, non semplici erogatori di servizi ma attori capaci di creare ponti tra istituzioni e cittadini. Attraverso presidi educativi e culturali capillari, la cooperazione sociale si propone come strumento per rigenerare il tessuto urbano, trasformando spazi fragili in luoghi di inclusione e garantendo una sicurezza basata sulla partecipazione attiva e non solo sul controllo.