Il nuovo anno si presenta nel segno di una grande incertezza. I problemi sociali, le difficoltà dell'economia, un quadro politico ed istituzionale che continua a non mostrare i segni di una efficace capacità di indicare e praticare con decisione scelte condivise ci consegnano la prospettiva di un Paese sostanzialmente fermo, ancora alla confusa ricerca della "ricetta giusta" per superare lo stallo.
Prendere atto realisticamente di questo stato di cose non può rappresentare una giustificazione per atteggiamenti conservativi o rinunciatari; anzi, deve spingere ognuno di noi a moltiplicare l'impegno per fronteggiare questa situazione e contribuire al suo superamento. Applichiamo con convinzione la prima regola cooperativa: facciamo noi quello che possiamo e dobbiamo fare, aiutiamoci tra di noi e aiuteremo anche tutti gli altri.
Ogni cooperativa, ogni cooperatore ha dovuto, in questi difficili anni, affrontare la propria "traversata del deserto". Abbiamo dovuto misurarci con problemi che non avevamo previsto, dal crollo della domanda alla sostanziale sparizione di interi mercati, dalla terrificante distruzione di ricchezza prodotta dal crollo dei valori finanziari, al blocco del credito, ai mancati pagamenti delle pubbliche amministrazioni e anche dei committenti privati.
In questo difficile viaggio alcuni non ce l'hanno fatta ed è razionalmente pensabile che dovremo soffrire ancora delle perdite. Questo bilancio potremo farlo soltanto più avanti con lo spirito di chi vuole imparare dagli errori commessi, poiché è indiscutibile che anche noi abbiamo mostrato debolezze e commesso errori. Ma non ci siamo fermati !
Il mondo cooperativo italiano e Legacoop hanno accettato, pur tra tanti limiti, la sfida di "pensare in grande".
Lanciare la prospettiva dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, sostenere con forza l'esigenza di un nuovo "pensiero cooperativo" autonomo, capace di promuovere e sostenere la centralità del protagonismo sociale, affermare la concreta possibilità di dare vita ad una economia sociale e solidale che aiuti a combattere le ingiustizie sempre più evidenti prodotte da un modello economico e sociale fondato esclusivamente sul profitto e sul conflitto, non rappresenta un comodo tentativo di evadere da una realtà che non ci piace, ma la volontà di dare concretezza ad un’idea.
Dobbiamo più che mai essere coraggiosi e coerenti.
Se sapremo dare l'esempio, se, come afferma Muhammad Yunus nel suo libro ‘Si può fare’, sapremo “far diventare queste idee parte del sogno di un mondo migliore che ognuno si porta nel cuore, niente ci potrà fermare".
Insieme a Giorgio Bertinelli, alla Presidenza nazionale e a tutti i collaboratori di Legacoop Vi auguro un 2014 denso di soddisfazioni cooperative.
GIULIANO POLETTI