Approvate per il distretto di Pesca Alto Adriatico la graduatorie regionali delle domande per beneficiare del premio di arresto definitivo (mediante demolizione/rottamazione) delle imbarcazioni autorizzate all’esercizio della pesca con gli attrezzi ricompresi nel sistema strascico. Le richieste sono state presentate dagli armatori della cosiddetta piccola pesca costiera, ovvero che gestiscono barche di lunghezza fuori tutto pari o inferiori a 15 metri, e l’ok è arrivato rispettivamente per Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
Decine e decine di armatori veneti e del distretto si sono infatti trovati nell’impossibilità di svolgere la propria attività, in seguito all’adeguamento alle disposizioni comunitarie in materia di licenze e in particolare al Reg. CE 1967/2006 che prevede le restrizioni della pesca a strascico entro le tre miglia. Inoltre, molti operatori veneti del settore non possedevano un mezzo di produzione adatto alla riconversione verso altre attività.
Infine, le imbarcazioni della marineria veneta, più piccole della media, a causa del meccanismo premiale previsto dal regolamento comunitario n.1198 del Consiglio del 27 luglio 2006, sono state di fatto penalizzate e non hanno potuto beneficiare di questa opportunità.
«Legacoop, assieme alle altre associazioni di categoria riunite al tavolo di crisi della pesca convocato dalla Regione Veneto, ha fortemente voluto un bando ad hoc per i natanti della piccola pesca costiera, che abbiamo finalmente ottenuto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali» spiega Antonio Gottardo responsabile del settore pesca di Legacoop Veneto. «Nel giugno 2012 la Regione Veneto ha fatto da apripista stabilendo per prima uno stanziamento di risorse per indennizzare i danni subiti dagli armatori, pari a 4 milioni di euro. Dopo il ritardo legato alla farraginosa procedura amministrativa che si è resa necessaria per accorpare il bando veneto a quello della altre regioni, ora siamo giunti alla fine del percorso e mancano solo gli atti di concessione, misure che saranno attive sino all’esaurimento dei fondi. Abbiamo aggiunto un altro importante tassello non solo per la costruzione di un sistema organico di ammortizzatori sociali, ma anche per il processo di armonizzazione delle politiche di sviluppo e di rilancio della pesca nel distretto dell’Alto Adriatico».