Una situazione drammatica quella che 162 imprese di Venezia e Chioggia hanno di fronte, a seguito del ricevimento degli avvisi di pagamento da parte dell’Inps per l’annosa questione degli sgravi contributivi.
Sono oltre 88,6 i milioni di euro richiesti alle aziende, dei quali 29 milioni di contributi concessi ed il resto di interessi e di aggio.
Si tratta di aziende operanti in tutti i settori: alberghiero, artigianato, industria, pesca e servizi.
Al momento le cooperative aderenti a Legacoop Veneto hanno ricevuto cartelle per 8,6 milioni di euro: particolarmente colpite risultano quelle operanti nella pesca e nei servizi.
Questa la situazione presentata al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato a latere del convegno di sabato 30 novembre su crisi e sviluppo a Nordest (organizzato da Legacoop Veneto e Friuli Venezia Giulia, e tenutosi al Move Hotel di Mogliano Veneto-Treviso), e successivamente al sottosegretario all’Economia e Finanze Pier Paolo Baretta in una riunione svoltasi lunedì 9 dicembre da una delegazione composta da Legacoop Veneto, Confindustria Venezia ed il Comitato Venezia Vuole Vivere.
Era il lontano 1999 quando la Commissione Europea dichiarò l’incompatibilità con il mercato comune dei suddetti aiuti. A questa decisione sono seguiti numerosi ricorsi (nazionali ed europei) da parte delle imprese fino a che, nel 2012, la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che la procedura svolta dall’Inps andava annullata, in quanto non era stata compiuta un’istruttoria caso per caso: conseguentemente, il Tribunale del Lavoro di Venezia ha cominciato ad annullare le cartelle esattoriali pendenti. Nel dicembre 2012 è intervenuta poi la Legge di Stabilità 2013 (Legge n.228/2012), che con un vero e proprio blitz ha decretato da una parte l’inefficacia di tutte le sentenze nel frattempo emesse a favore delle imprese; dall’altra ha previsto una nuova e specifica attività istruttoria da svolgersi a cura dell’Inps.
L’istruttoria si è attivata subito: alle imprese è stato chiesto di rispondere ad un questionario, con l’intento di determinare se fosse o meno stata lesa la concorrenza. Si è verificata in questo modo un’evidente inversione dell’onere della prova, nella misura in cui esso spettava ora alle imprese stesse.
Dopo una serie di stralci sono rimaste 162 le imprese ad oggi coinvolte e, paradossalmente, ha sottolineato il Presidente di Legacoop Veneto Adriano Rizzi, «Sono state escluse dalla restituzione degli sgravi le aziende che agiscono in regime di monopolio: in particolare, tra le numerose posizioni stralciate nel corso degli anni, tutte quelle delle aziende pubbliche poiché, operando per l’appunto in regime di monopolio (questa la motivazione addotta), non avrebbero potuto ledere la concorrenza!».
L’ammontare delle somme richieste costituisce un vero e proprio colpo mortale che non mette a rischio solo la loro sopravvivenza, ma minaccia anche tutto l’indotto, con effetti facilmente immaginabili in termini di occupazione oltre che di continuità aziendale.
Nel corso dell’incontro con il ministro Zanonato, il presidente di Legacoop Veneto Adriano Rizzi ha sottolineato la gravità della situazione e la necessità che Governo e Parlamento pongano in essere tutte le azioni possibili per evitare che le imprese siano chiamate a rispondere di comportamenti che risalgono a quasi vent’anni fa, e che per di più sono stati assunti sulla base di normative dello Stato. A fronte dei drammatici effetti che si paventano per l’economia del territorio, è stata quindi ribadita la necessità di aprire un tavolo con l’UE che preveda di rivedere i tempi di pagamento, gli importi degli interessi e le modalità di calcolo degli stessi, nonché l’inizio del loro conteggio.
All’Onorevole Baretta è stato evidenziato che proprio la scorsa settimana il TAR Veneto ha concesso la sospensiva al pagamento su ricorso delle imprese, a dimostrazione che nel merito viene riconosciuta la validità delle argomentazioni presentate dai ricorrenti che contestano la costituzionalità della legge 228 del 2012. «È necessario intervenire anche in via parlamentare fin dalla discussione sulla Legge di stabilità attualmente in corso alla Camera» hanno sottolineato i rappresentanti delle associazioni di categoria promotrici dell’incontro.