L’ennesimo esempio di miopia e non lungimiranza. Questo il commento di Legacoop Veneto al provvedimento governativo che, negli ultimi giorni del 2012, ha imposto all’Inps il taglio delle risorse destinate a favorire la riassunzione dei lavoratori nelle liste di mobilità, licenziati dalle imprese con meno di quindici dipendenti (sgravi ex legge 223/91 e 236/93).
Si stima che in Veneto, dove le micro e piccole imprese costituiscono la stragrande maggioranza del tessuto produttivo, il provvedimento nel 2013 avrà un impatto negativo su circa 20.000 persone. La penalizzazione è doppia: da una parte per le migliaia di lavoratori che hanno perso il posto e faranno molta più fatica a ricollocarsi, dall’altra per le aziende che sarebbero pronte ad assumerli ma non hanno più incentivi a farlo.
Per questo Legacoop, anche in fase di discussione del bilancio regionale 2013 a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di porre rimedio a questa situazione, possibilmente non oltre la fine di gennaio.
Preoccupazione anche per il blocco nell'erogazione dell'ultima tranche di pagamento delle cig in deroga, provvedimento che sembrerebbe limitato solo a qualche regione: in forza di un cavillo infatti, alcune richieste sarebbero state correttamente presentate dalle aziende prima della fine dell'anno, ma esaminate con parere positivo dalla Regione solo dopo la scadenza del 2012, e quindi non validate nei termini.
«Chiediamo un impegno immediato su questi due fronti», ha sottolineato Nicola Comunello, responsabile relazioni sindacali di Legacoop Veneto, «per non aggravare la situazione già pesantissima di molti lavoratori e per non porre ulteriori freni alle imprese che volessero avviare assunzioni pescando dalle liste di mobilità».