Il nuovo Piano sociosanitario regionale 2012-2016 è stato approvato dal Consiglio regionale veneto mercoledì 20 giugno, a distanza di quindici anni dall’adozione del Piano, con legge regionale 3 febbraio 1996, n. 5.
«Finalmente, dopo questa lunga assenza, abbiamo una programmazione che punta ad adeguare il sistema ai tempi, innovando l’organizzazione per renderla più efficiente ed efficace» ha detto il responsabile Settore sociale di Legacoop Veneto Loris Cervato, esprimendo apprezzamento per le misure volte alla “territorializzazione” dell’assistenza sanitaria (grazie alla valorizzazione della rete dei servizi territoriali e della figura professionale del farmacista) e alla realizzazione degli “ospedali di comunità”. Cervato però sottolinea il bisogno di maggiore integrazione tra il sociale e il sanitario: «Le politiche sociali sono ridotte a Cenerentola, specie per quanto riguarda la programmazione, schiacciate dalla parte sanitaria del Piano, che invece fa la parte del leone. In particolare non viene valorizzata la cooperazione sociale, che gestisce numerosissimi servizi sanitari. Infine, il Piano doveva insistere maggiormente sull’assistenza domiciliare».
Nuovo Piano sociosanitario regionale/Cervato «Finalmente! Ma politiche sociali ridotte a Cenerentola»
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