Più di 2,5 miliardi di valore della produzione realizzati nel 2011, oltre 400mila soci e circa 28mila addetti. Con questi numeri il direttore di Legacooop Franco Mognato ha aperto, martedì 15 gennaio, la sua relazione durante le audizioni della Commissione Bilancio della Regione del Veneto sulla legge finanziaria regionale e sul bilancio di previsione 2013, a cui l’associazione è stata invitata insieme alle altre parti sociali.
«Come Legacoop Veneto rappresentiamo un pezzo importante del PIL della regione – ha messo in evidenza in quella sede Mognato -. E complessivamente la cooperazione realizza in Veneto una percentuale del PIL pari a circa il 7%, in linea con il dato nazionale».
Cifre che rilevano come, pur in un periodo di estrema difficoltà, la cooperazione veneta abbia garantito occupazione e abbia dato un contributo essenziale alla tenuta del tessuto sociale regionale duramente colpito dalla crisi economica. L’impegno è stato fondamentale in particolare nel settore della cooperazione sociale, affrontando i problemi derivanti dalla spending review, dal patto di stabilità, dalle gare spesso al massimo ribasso, dalla contrazione del credito.
«Eppure per la Regione Veneto il terzo settore non esiste – sottolinea Mognato, ricordando come invece nel 2009 il finanziamento si aggirasse intorno ai 5milioni e 700mila euro -: per il quarto anno consecutivo è stata azzerata qualsiasi forma di finanziamento per associazioni, cooperative sociali e privato sociale».
Così, mentre l’Unione Europea inserisce l’impresa sociale fra le forme dalle maggiori potenzialità di sviluppo a livello occupazionale, la Regione Veneto taglia completamente qualsiasi risorsa al terzo settore.
«Solo parlando di cooperative sociali, nel nostro territorio sono attive 900 realtà, che danno lavoro a 35mila persone, di cui 4mila sono soggetti svantaggiati. Non stiamo dunque parlando di un settore assistito e da assistere, ma di un sistema che produce valore economico e sociale» puntualizza il direttore di Legacoop Veneto che continua: «Noi crediamo che cooperazione e terzo settore vadano potenziati e non sviliti, che siano da valorizzare come partner nella risoluzione dei problemi sociali del territorio. Invece, con riferimento alla L.r. 17/2005 in materia di cooperazione, abbiamo visto passare la dotazione a favore delle associazioni di rappresentanza delle cooperative da 1 milione di euro nel 2010 a 350mila euro nel 2013. Complessivamente le risorse destinate a dare concretezza alla legge sulla cooperazione sono ridotte dal 2010 a oggi di oltre l’82%».