È allarme per il provvedimento sui tagli agli “extra LEA” (livelli essenziali di assistenza) adottato dalla Giunta della Regione Veneto in questi giorni. Vi si legge che è necessario procedere a una revisione complessiva delle prestazioni non rientranti nei “LEA” e alla sospensione – dal 1° gennaio 2013 – dei finanziamenti dedicati.
Legacoop Veneto ha affidato tutta la propria preoccupazione a una lettera indirizzata al presidente della Regione Veneto Luca Zaia e a presidente, vicepresidente, segretario e componenti della Quinta Commissione (Sicurezza sociale, igiene, sanità e assistenza), in vista della riunione di giovedì 17 gennaio in cui la questione verrà posta all’ordine del giorno.
Il taglio, che per il Veneto sarebbe quantificato attorno ai 200 milioni di euro, mette a rischio assegni di cura (che sostengono le famiglie e permettono la permanenza nel proprio domicilio di persone non autosufficienti), telesoccorso, teleassistenza, prestazioni socioriabilitative e di assistenza in regime semiresidenziale e residenziale a favore dei minori, e ancora, attività sanitarie e sociosanitarie a favore di persone con problemi psichiatrici, servizi offerti ai disabili e alle loro famiglie (dalla promozione dell’autonomia a prestazioni riabilitative, educative e di socializzazione), servizi di mediazione familiare. «Si rinuncia così al cuore pulsante di quello stato sociale che è sempre stato garantito ai cittadini veneti dalla Regione e che ha fatto distinguere il nostro territorio nel panorama nazionale» afferma Loris Cervato, responsabile del settore sociale di Legacoop Veneto, ricordando come nel piano sociosanitario recentemente approvato si dichiari di voler valorizzare la territorialità, le comunità locali e i servizi sociosanitari più vicini al cittadino: «Con questo provvedimento si va invece nella direzione opposta, colpendo proprio quei servizi e quelle prestazioni che il PSSR dichiara di aumentare».
Inopportuno, secondo Legacoop Veneto, anche il forte indirizzo espresso dalla Giunta circa i criteri di aggiudicazione degli appalti, che privilegia il prezzo (e quindi il massimo ribasso) a scapito della qualità, contravvenendo a leggi e provvedimenti precedentemente assunti.
«Non possiamo accettare – chiosa Cervato – che la crisi sia scaricata sulla parte più debole della società già colpita duramente, così come non possiamo assistere allo smantellamento dell’integrazione sociosanitaria, fiore all’occhiello della Regione Veneto, rimanendo immobili. Il provvedimento deve essere rivisto».