Sabato 30 novembre, una delegazione composta da Legacoop Veneto, Confindustria Venezia e Lucio De Majo, presidente del Comitato Venezia Vuole Vivere, ha incontrato il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato per presentare la difficile situazione in cui si trovano le imprese di Venezia e Chioggia che negli anni ’90 hanno usufruito degli sgravi contributivi concessi, ai sensi di legge, nel 1995 e nel 1997. A queste ultime, fra cui ci sono anche numerose cooperative, viene oggi chiesta la restituzione degli sgravi stessi, per un importo comprensivo di interessi e sanzioni. Si tratta del capitolo più recente di una saga che dura ormai da anni e che è stata illustrata a Zanonato dal principio, per l’appunto nel corso dell’incontro (svoltosi a latere del convegno di sabato su crisi e sviluppo a Nordest, organizzato da Legacoop Veneto e Friuli Venezia Giulia al Move Hotel di Mogliano Veneto-Treviso).
Era infatti il lontano 1999 quando la Commissione Europea dichiarò l’incompatibilità dei suddetti aiuti con il mercato comune. A questa decisione sono seguiti numerosi ricorsi (nazionali ed europei) da parte delle imprese fino a che, nel 2012, la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto che la procedura svolta dall’Inps andava annullata, in quanto non era stata compiuta un’istruttoria caso per caso: conseguentemente, il Tribunale del Lavoro di Venezia ha cominciato ad annullare le cartelle esattoriali pendenti. Nel dicembre 2012 è intervenuta poi la Legge di Stabilità 2013 (Legge n.228/2012), che con un vero e proprio blitz ha decretato da una parte l’inefficacia di tutte le sentenze nel frattempo emesse a favore delle imprese; dall’altra ha previsto una nuova e specifica attività istruttoria da svolgersi a cura dell’Inps.
L’istruttoria si è attivata subito: alle imprese è stato chiesto di rispondere ad un questionario, con l’intento di determinare se fosse o meno stata lesa la concorrenza. Si è verificata in questo modo un’evidente inversione dell’onere della prova, nella misura in cui esso spettava ora alle imprese stesse. Dopo una serie di stralci sono rimaste 162 le imprese ad oggi coinvolte, e operano in tutti i settori: alberghiero, industria ed artigianato, pesca e servizi. Fra le escluse dalla restituzione degli sgravi invece, le aziende che agiscono in regime di monopolio: in particolare, tra le numerose posizioni stralciate nel corso degli anni tutte quelle delle aziende pubbliche poiché, operando per l’appunto nel predetto regime (questa la motivazione addotta), non avrebbero potuto ledere la concorrenza.
Complessivamente le imprese oggi coinvolte avevano utilizzato agevolazioni contributive per circa 29 milioni di euro. A questi vanno aggiunti interessi per oltre 55 milioni di euro e costi di aggio per 3,9 milioni di euro. Il totale loro richiesto ammonta così a 88,6 milioni di euro, pari a 3 volte l’importo iniziale: si tratta di un vero e proprio colpo mortale che non mette a rischio solo la loro sopravvivenza, ma minaccia anche tutto l’indotto, con effetti facilmente immaginabili in termini di occupazione oltre che di continuità aziendale.
Nel corso dell’incontro con il ministro Zanonato, il presidente di Legacoop Veneto Adriano Rizzi ha sottolineato la gravità della situazione e la necessità che Governo e Parlamento pongano in essere tutte le azioni possibili per evitare che le imprese siano chiamate a rispondere di comportamenti che risalgono a quasi vent’anni fa, e che per di più sono stati assunti sulla base di normative dello Stato. A fronte dei drammatici effetti che si paventano per l’economia del territorio, è stata quindi ribadita la necessità di aprire un tavolo con l’UE che preveda di rivedere i tempi di pagamento, gli importi degli interessi e le modalità di calcolo degli stessi, nonché l’inizio del loro conteggio. Nel contempo si chiede a Parlamento e Governo di porre rimedio, in sede di discussione della Legge di Stabilità, a quanto deciso con il medesimo atto normativo assunto nel dicembre 2012.