Politiche che rilancino la crescita economica, operando nella direzione dell’equità e della redistribuzione del reddito, e valorizzando il capitale sociale del Paese. Di fronte al necessario superamento dell’emergenza economica e sociale, Legacoop Veneto chiede ai candidati regionali a Camera e Senato di farsi interpreti del cambiamento del Veneto e dell’Italia, sottoponendo loro dieci punti attorno ai quali riorganizzare l’agenda politica, a cominciare dalla progressiva eliminazione del costo del lavoro dalla base imponibile Irap e dalla defiscalizzazione degli utili destinati agli investimenti nello sviluppo di impresa.
La proposta dei temi da mettere al centro e la richiesta di impegno ai candidati saranno presentate martedì 12 febbraio alle ore 16.00, presso la sede di Legacoop Veneto di Marghera (Via Ulloa 5, Sala Ravagnan, piano terra), in un incontro con i rappresentanti veneti delle tre principali coalizioni alle prossime elezioni politiche: Pier Paolo Baretta (capolista Pd alla Camera), Antonio De Poli (candidato al Senato con la lista Monti), Alberto Giorgetti (lista Pdl alla Camera).
«Lavoro, solidarietà, legalità, cooperazione sono gli elementi che noi mettiamo al centro dell’attenzione delle forze che si candidano a governare il Paese» afferma il presidente di Legacoop Veneto Gianfranco Lucatello. «Sono necessari mercati più aperti e plurali nelle forme d’impresa, una pubblica amministrazione semplificata, sburocratizzata e meno presente nella gestione diretta delle attività economiche per mettere le imprese nella condizione di reagire alla crisi e creare valore. Un fisco con meno adempimenti e più semplice, più rigoroso nei controlli e nelle sanzioni, che pesi meno sul reddito da lavoro e d’impresa».
PONIAMO ALL’ATTENZIONE DEI CANDIDATI VENETI ALLA CAMERA E AL SENATO DELLA REPUBBLICA ALCUNI TEMI SUI QUALI IMPEGNARSI.
- IL SOCIALE PRIMA DI TUTTO: AL CENTRO LE PERSONE, LA SALUTE, LA SOLIDARIETÀ
- Ripristinare il Fondo Politiche Sociali e della Non Autosufficienza, drammaticamente tagliato negli ultimi anni (da 2 miliardi di euro a 300 milioni in 4 anni).
- Evitare l'aumento dell'IVA dal 4% al 10% per i servizi socio-sanitari rinviato al 1 gennaio 2014.
- Ripristinare il Fondo della Legge Smuraglia per favorire l'inserimento al lavoro dei detenuti che abbatte la recidiva e contiene il sovraffollamento delle carceri.
- Definire compiutamente i Livelli Essenziali di Assistenza Sociale (LIVEAS) che il terzo settore sta attendendo da 12 anni.
- PREMIARE IL LAVORO E L’IMPRENDITORIALITA’
- Eliminare progressivamente dalla base imponibile IRAP il costo del lavoro.
- Alleggerire il peso fiscale sulle imprese anche defiscalizzando gli utili destinati ad investimenti.
- Diminuire il cuneo fiscale e contributivo alleggerendo la pressione fiscale e contributiva a partire dai redditi più bassi.
- Trasformare gli incentivi alle imprese in crediti d’imposta.
- Rivedere l’impostazione della spending review (prezzi di riferimento, tagli lineari sugli acquisti).
- Rendere il lavoro meno precario ed incentivare l’occupazione femminile. Premiare la maternità e garantire pari opportunità.
- Ripristinare gli sgravi contributivi per chi assume lavoratori dalle liste di mobilità provenienti da imprese con meno di 15 dipendenti.
- RIVEDERE IL PATTO DI STABILITÀ
- Rinegoziare a livello europeo il patto di stabilità in un’ottica di distinzione tra spesa per investimenti e spesa corrente e di distinzione tra Enti Pubblici virtuosi e non virtuosi. La revisione del patto di stabilità va indirizzata verso opere pubbliche piccole e medie in particolare nei settori degli edifici scolastici, delle manutenzioni e delle ristrutturazioni; nonché nella direzione di una migliore politica nell’affidamento dei servizi che riguardano la persona (ristorazione, sanità, sociale, pulificazione).
- POLITICA INDUSTRIALE
- Accompagnare le imprese verso processi reali di internazionalizzazione (credito d’imposta).
- Liberare risorse eliminando sovrapposizioni di Enti e soggetti pubblici in qualsiasi maniera coinvolti nelle politiche industriali (finanziarie locali, regionali, enti per il commercio, ecc.).
- Favorire le aggregazioni, le politiche di rete, i processi di capitalizzazione utilizzando la leva fiscale (sospensione e credito d’imposta).
- Ridare slancio a settori strategici come quelli delle energie rinnovabili e della green economy (con un modello di incentivazione che premi ricerca ed innovazione tecnologica).
- Incentivare anche dal punto di vista fiscale quelle realtà dove i lavoratori ridanno vita all’impresa associandosi in cooperativa.
- Dare attuazione immediata a quanto previsto dall’art. 2, comma 19 della Legge Fornero.
- AMMODERNARE IL PAESE: RETI MATERIALI ED IMMATERIALI
- Affrontare i grandi temi caratteristici di un’edilizia civile moderna e al passo coi tempi, dando vita a veri e propri piani strategici su: adeguamento anti sismico degli edifici scolastici, messa in sicurezza da rischio idrogeologico del territorio, implementazione delle infrastrutture stradali, ferroviarie (alta velocità) e marittime, recupero degli immobili pubblici e privati dal punto di vista del risparmio energetico.
- Attrezzare il Paese sul piano delle reti e delle infrastrutture immateriali.
- PAGAMENTI CERTI E CREDITO
- Monitorare il recepimento a partire dal 1 gennaio 2013 della disciplina dei tempi di pagamento pubblico/privato e privato/privato.
- Intervenire sul sistema bancario con sistemi di garanzia del credito derivante da contratti pubblici (Cassa Depositi e Prestiti).
- LEGALITÀ E REGOLARITÀ DEI MERCATI
- Il mercato deve avere a fondamento la legalità in tutti i suoi aspetti: contrattuali, contributivi ed assicurativi. Vanno combattute logiche contrattuali di dumping.
- I meccanismi di aggiudicazione devono abbandonare la pratica del massimo ribasso che va a danno della qualità delle opere e dei servizi prestati, a svantaggio delle imprese sane e a vantaggio di quelle malavitose.
- Lotta alla cooperazione spuria. Aumentare i controlli e le revisioni sulle cooperative non associate alle Centrali, valutando anche la possibilità di affidare alle Centrali riconosciute la revisione delle cooperative non associate.
- AGRICOLTURA E PESCA
- Riordinare gli Enti e le tecnostrutture operative nel settore agricolo e agroalimentare; semplificare il meccanismo AGEA; rivedere il sistema SIN; unificare le competenze sia in ambito nazionale che regionale.
- Riassetto territoriale e salvaguardia del patrimonio agrario; valorizzare il ruolo delle imprese agricole anche nel campo dei servizi eco-ambientali.
- Sviluppo delle agroenergie rinnovabili (biomasse) e delle nuove opportunità della chimica verde, con logiche di integrazione rispetto alle prioritarie finalità alimentari dell’agricoltura.
- Attivare politiche di rafforzamento dell’imprese favorendo i processi di aggregazione; rilanciare la ricerca e le politiche di supporto al trasferimento dell’innovazione; definire strumenti per il credito che valorizzino le imprese agricole con misure innovative sugli strumenti assicurativi e i fondi mutualistici anche sulla base della nuova PAC.
- Abrogare gli artt. 351, 352, 353, 354, 355, 356 della Legge 24/12/12 n. 228 (Legge di Stabilità 2013). L’approvazione di questi articoli, legati alla vicenda dell’applicazione degli sgravi fiscali per Venezia e Chioggia, comporta per alcuni settori di queste realtà, in particolare il comparto ittico, la chiusura delle imprese.
- Sostenere le azioni delle Associazioni di categoria della Pesca sulle criticità settore: regolamenti comunitari, Nuova Politica Comunitaria della Pesca, sburocratizzazione del settore, politiche di Distretto.
- FISCALITÀ
- No all’aumento dell’IVA previsto per la metà del 2013: un colpo ulteriore alla domanda interna.
- Semplificare le procedure: meno evasione e meno elusione fiscale.
- Riequilibrare il rapporto tra lavoro dipendente e lavoro autonomo.
- Lotta all’evasione a fronte di semplificazione (in un’ottica di diminuzione graduale del peso del fisco sul lavoro e sulle imprese).
- Spostare la tassazione dal lavoro e dall’impresa alla rendita finanziaria.
- PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA 2014-2020
- Meno presente in economia, informatizzazione delle procedure, meno burocrazia, al centro la scuola, l’università e la formazione.
- L’Italia presenta un deficit nella capacità di utilizzo dei fondi europei: rivedere la quota di compartecipazione; investire in giovani preparati e capaci.