Nonostante la crisi nel 2012 sono stati garantiti 500 nuovi finanziamenti per circa 70 milioni di euro. Lo stock complessivo sfiora i 200 milioni e per il 2013 si prevede un incremento del 40% per rilanciare l’economia cooperativa. È la foto sintetica di quanto emerge dall’assemblea di Cooperfidi Italia, il consorzio fidi della cooperazione (Legacoop, Confcooperative e Agci) che ha approvato il bilancio dell’esercizio 2012. Un anno pesante per le cooperative, penalizzate dalla generale flessione dei consumi, dalla crisi dell’edilizia e dai ritardi nell’incasso dei crediti verso la pubblica amministrazione. Si sono contratti gli investimenti, anche quelli relativi alle energie rinnovabili che negli ultimi due anni avevano conservato un discreto tasso di sviluppo. Ovviamente anche il portafoglio dei crediti garantiti da Cooperfidi Italia ha registrato un importante deterioramento coperto dai fondi pubblici e dalle riserve.
L’esercizio si è chiuso con una perdita di 67.000 euro, dopo aver puntualmente coperto il portafoglio deteriorato e costituito accantonamenti su portafoglio in bonis per complessivi euro 2.137.802. Nel corso dell’anno Cooperfidi Italia ha garantito 500 nuovi finanziamenti per complessivi 69.548.000 euro. Lo stock dei finanziamenti garantiti è così salito a 195.241.392 euro, al 49% concentrato in Emilia Romagna, 19,5% nell’Area Nord, 18% nell’Area Centro, 13,5% nell’Area Sud.
«È il bilancio di un esercizio che dopo l'iscrizione all'Albo degli Intermediari Finanziari Vigilati – dice il vicepresidente Mauro Frangi – ha visto la riorganizzazione della "macchina operativa" per adeguarla ai requisiti operativi prescritti. Con l’apporto dei Fondi Mutualistici, è progredita la patrimonializzazione della società SINO A RAGGIUNGERE IL VALORE DEL 14,53% al 31.12.2012. La crisi che le imprese cooperative attraversano ha segnato pesantemente il bilancio. In primo luogo, si è contratta la domanda di credito, in connessione con la riduzione degli investimenti delle imprese e con la minore erogazioni bancarie, ma, soprattutto, sono cresciute in modo significativo le sofferenze e, quindi, conclude Frangi – i necessari accantonamenti prudenziali a copertura. Per questa ragione è significativo che l'assemblea abbia deliberato un ulteriore incremento del patrimonio di vigilanza, avvalendosi delle disposizioni previste dal "decreto salva Italia"».
Cooperfidi ha messo a punto un’adeguata attività di monitoraggio secondo le indicazioni impartite da Banca d’Italia ai confidi intermediari finanziari. Le posizioni a “incaglio” al 31/12/2012 risultavano pari ad euro 15.311.000, al 49% concentrate nel settore delle costruzioni, “incagli” cha hanno trovato puntuale copertura nei fondi rischi.
Nel corso del 2012, per effetto degli interventi dei fondi mutualistici della cooperazione che hanno sottoscritto quote di nuovo capitale e strumenti innovativi di capitale per complessivi 8.150.000 euro, l’indice di patrimonializzazione della società è salito dal 9.28% del 2011 al 14,50%.
Grazie all’elevato patrimonio libero, Il Consiglio di amministrazione ha programmato per il 2013 un incremento dell’attività del 40% per contribuire al rilancio dell’economia cooperativa.
Nel corso del 2012, per effetto degli interventi dei fondi mutualistici della cooperazione che hanno sottoscritto quote di nuovo capitale e strumenti innovativi di capitale per complessivi 8.150.000 euro, l’indice di patrimonializzazione della società è salito dal 9.28% del 2011 al 14,50%.
Grazie all’elevato patrimonio libero, Il Consiglio di amministrazione ha programmato per il 2013 un incremento dell’attività del 40% per contribuire al rilancio dell’economia cooperativa.
Fonte Legacoop:
http://www.legacoop.it/visualizzaNews.aspx?id=8148