Il Programma di Sviluppo rurale della Regione Veneto è uno strumento fondamentale, ma è solo il punto di partenza: la tutela dell’agroalimentare e il sostegno alla competitività delle sue imprese richiedono, infatti, una strategia a tutto tondo, in grado di rimuovere i colli di bottiglia che impediscono il rilancio del settore. All’indomani del tanto sospirato accordo sulla riforma Pac (Politica agricola comune), firmato a Bruxelles, e alla vigilia del nuovo PSR (2014-2020) atteso per la prossima primavera, il messaggio, forte e chiaro, è stato lanciato da Agrinsieme Veneto, il coordinamento che riunisce le sigle associative regionali Confagricoltura, CIA, Legacoop Agroalimentare, Confcooperative-Fedagri, Agci-Agrital.
Dopo la presentazione del manifesto programmatico lo scorso maggio – avvenuta in occasione del battesimo ufficiale -, venerdì 2 agosto i rappresentanti del coordinamento hanno incontrato l’assessore regionale Franco Manzato, per illustrargli priorità, bisogni e richieste puntuali provenienti dal comparto.
Fondamentale per le imprese agricole – è stato rimarcato – è innanzitutto risolvere il nodo dell’accesso al credito, e salvaguardare la filiera cerealicola-zootecnica.
Circa il PSR 2014-2020 – che detterà le linee guida circa strategie e utilizzo dei fondi comunitari e non per i prossimi sette anni – da Agrinsieme Veneto l’auspicio di un piano redatto in una forma più snella e più chiara rispetto al passato e che condivida una medesima cornice normativa con i PSR delle altre Regioni.
E ancora, fra i desiderata, che il prossimo Programma di Sviluppo rurale sostenga in primis il valore economico delle produzioni dell’agroalimentare veneto, attraverso il supporto alle aggregazioni e alle esportazioni.
Premessa a tutto ciò deve essere un decisivo processo di semplificazione della burocrazia regionale. Fra le proposte quella di un “certificato unico” che permetta all’azienda agricola di accedere a tutti i procedimenti, bandi, richieste di autorizzazione.
Invocata anche una riforma integrale degli enti strumentali della Regione – a partire da Veneto Agricoltura e Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura): «Entrambi gli enti, oggi, non sono vicini alle aziende agricole. Per diventare tali, occorre innanzitutto riconcepire completamente Veneto Agricoltura, ridefinendone i compiti sulla base degli effettivi bisogni del comparto: a partire dal suo sostegno alla ricerca, che deve essere indirizzato a obiettivi strettamente corrispondenti alle priorità indicate dal settore nel segno di un reale supporto all’innovazione e a una migliore penetrazione nei mercati. Per la seconda, invece, occorre una “cura dimagrante che ne semplifichi l’accesso ai servizi e guardi alla nostra proposta di certificato unico» ha affermato GIANGIACOMO BONALDI, coordinatore di Agrinsieme Veneto.
«Massima disponibilità, da parte della Regione, ad ascoltare gli agricoltori, le associazioni di categoria e gli operatori del sistema agricolo veneto», ha garantito FRANCO MANZATO, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto.